La dolcezza e la lentezza nello sguardo: la fotografia di Gianni Leone

di Angela Capurso

Chi visita la mostra di Gianni Leone ha l’impressione di trovarsi di fronte a immagini naturali. Lo sguardo si posa quieto dinanzi alla sorpresa dell’autentico, straordinariamente essenziale. La sensazione di pacata naturalezza proviene, a mio avviso, dall’attuale indifesa fruizione delle immagini, a dir poco vorace e sconsiderata. Guardare non sempre implica il vedere, più che mai negli sconfinati territori della fotografia del terzo millennio, condizionata dalle acrobazie tecniche e dalla massiva stimolazione visiva offerta dai sistemi di comunicazione digitale. Un senso di sazietà che vorrebbe auspicare se non un digiuno, almeno una pausa. Read more

Il risveglio di Procida, l’isola della giovinezza

“E così in eterno ogni perla del mare ricopia la prima perla, e ogni rosa ricopia la prima rosa”
Elsa Morante, L’isola di Arturo

di Angela Capurso

Graziella e Arturo sono gli archetipi dell’eterno ritorno, della giovinezza che si consuma e si rinnova per Procida, l’isola profusa, levata in superficie dalle profondità del mare. Se nomen è omen, lo è ancor più se osserviamo il profilo delle sue coste, che Cesare Brandi paragona ai tentacoli di un polpo, mentre altri vedono le insenature e le baie racchiuse da chele di granchio, per altri ancora le terre emerse restituiscono la forma guizzante di un delfino. Un antico vulcano ha disegnato la sua forma sinuosa, l’erosione marina ha aperto grotte e risparmiato faraglioni nella marina di Ciraccio, il vento e le tempeste continuano a ricamare intagli e geometrie lungo tutte le pareti a picco sul mare. E la natura spontanea, che trionfa protetta sull’isolotto di Vivara, fa il resto. Read more

FARE festa. Suggestioni antropologiche sull’albero rituale del Maggio di Accettura

di Angela Capurso

Non basta vedere la festa. Neppure basta vederla una sola volta. Ci vorrebbe una magica ubiquità per seguire il Maggio e la Cima, e i loro rispettivi corteggi, che dai boschi di Montepiano e di Gallipoli-Cognato procedono contemporaneamente in direzione del loro incontro, il Largo S. Vito, in paese, e ciascun albero nel suo splendido rigoglio, come coppia destinata all’annuale hierogamia, il matrimonio sacro. Bisogna vivere il Maggio a Accettura, dove si fa la festa a S.Giuliano e al più superbo albero del bosco, sin da tempi immemorabili, istituzionalmente dal 1797: per fare si intende l’atto creativo del poiein e la disposizione d’animo che consiglia il compianto antropologo materano, storico delle tradizioni popolari, Gian Battista Bronzini (Accettura. Il contadino. L’albero. Il Santo, Galatina 1979), unico mezzo per penetrare davvero all’interno di un clima di orghìa sacra, insieme ai suoi attori, la comunità accetturese. Read more

Castello di Uggiano, da sei secoli sentinella del silenzio

di Angela Capurso

Mi sembra un atto di protervia profanare la sacralità del silenzio e contaminare i suoni della natura con il rombo dell’auto. È come se volessi arrecare il minor disturbo possibile, mortificata per il senso di colpa collettivo di sei secoli di abbandono.
Quasi nel cuore della Basilicata, Uggiano è un luogo surreale o, meglio, soprannaturale. Read more

La Memoria, protagonista di “Magna Grecia. Il mito delle origini”. Dal passato al futuro attraverso l’incontro tra i popoli.

dal blog di Angela Capurso

Proviamo per poco più di un’ora a percorrere un viaggio, direi il VIAGGIO, quello che non si accontenta di sfidare le barriere dello spazio. Ci troviamo a Senise, in Basilicata: un anfiteatro sull’acqua, lungo le sponde del lago di Monte Cotugno, lascia presagire naumachìe e scontri tra marinai, tritoni e mostri marini, invece ci consente di attraversare il vortice del tempo. Read more

Sardegna. Il paradigma dell’altro: un itinerario nella Barbagia di Ollolai

di Angela Capurso

Se una settimana appare un tempo troppo breve perché un luogo possa rivelare quello che ha da dire, occorre tener conto che ogni viaggio si dilata tanto nella sua dimensione pregressa quanto seguente, con effetti di lunga durata al rientro in termini di conoscenza, memoria e nostalgia. Il mio pre-viaggio in Sardegna, invisibile spinta al viaggio stesso, è cominciato da un libro. Lettura duale e dinamica, quasi a corrente alternata, quella che oggi adotto, come molti. Direi un lungo itinerario intrapreso a casa: ho lasciato che le immagini richiamate dalla prosa letteraria di Michela Murgia (Viaggio in Sardegna, Undici percorsi nell’isola che non si vede, Milano 2014) entrassero in contatto con altre immagini che scorrono sul monitor, in risposta alle richieste di informazioni sulle compagnie di navigazione, la storia e le foto delle località, le strutture e le disponibilità alberghiere, viabilità e tempi di percorrenza. Read more