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Titolo:
Confini / Borders
Fotografie e testi:
Angela Capurso
Photoediting, bookdesign e presentazione:
Alessandro Cirillo
Editore: Antezza, Matera, Italia
Data: 2016
Formato: 25 x 20 cm
Numero di pagine: 116, numero di foto: 42
Stampa: Antezza Tipografi - Offset Colori CMYK+Pantone Cool Gray 1
Carta Fedrigoni Symbol Tatami White 150 gr, Burgo Selena Ivory 120 gr
Doppia copertina in cartoncino e tessuto di cotone
con serigrafia originale
Rilegato a mano
Pubblicazione a tiratura limitata contrassegnata dalla firma dell’autrice
ISBN 978-88-99670-02-3
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Confini/Borders

Nel libro Confini/Borders, Angela Capurso si serve della scrittura e della fotografia come linguaggio duale e strumento di ricerca per far luce sulle fragili tracce di storie di transiti e migrazioni del passato, lungo la Murgia, il vasto e silenzioso territorio mediano tra Puglia e Basilicata, sin dall’epoca preistorica. Dalla paleosuperficie di Cava Pontrelli (l’area dei Dinosauri) e gli ipogei carsici di Lamalunga (Altamura), alle cave di tufo di Matera, al castello sconosciuto di Garagnone (Poggiorsini) e di Gravina in Puglia, alle testimonianze scomode di “archeologia militare”, come il Campo profughi (Altamura-Gravina) e le dieci Basi missilistiche dislocate nel territorio murgiano all’epoca della Guerra Fredda, fino all’utopia della riforma fondiaria (Borgo Taccone, Irsina): una terra di indistinti confini, su cui hanno soffiato i venti deboli e forti della storia. Più che fisico, il confine è un luogo metafisico. Mentre muri e recinzioni raccontano l’esclusione, al contrario, il senso etimologico di limite comune (cum / finis) richiama il luogo simbolico dove si finisce insieme, punto di incontro reciproco. Eppure per chilometri si può non incontrare nessuno, tra paesaggi che lasciano poco spazio all’interpretazione soggettiva. Se mai provano a interpretare noi.
In her work CONFINI / BORDERS, Angela Capurso investigates and analyses the fragile traces of history using the “Murgia”, a vast and silent territory in the south-east of Italy, between Apulia and Basilicata, which has seen season of transit and migrations ever since prehistoric times. Border is more metaphysical than physical, whereas walls and barbed wire speak more about exclusion and rejection. On the contrary, the etymological meaning of “confine” (border), coming from the Latin cum finis, calls to mind a symbolic place where we end up together, a meeting place and one of mutual recognition.